Italian Agile Movement

Uncovering better ways of developing software

Simone Genini, Stefano Fornari, Paolo Polce

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a parte la prima che e' terribile ;-) Grazie!
uno dei panel più interessanti, senza nulla togliere agli altri :)
Ciao,

è appena partito un thread sull'argomento su extremeprogramming-it@yahoogroups.com

Paolo
mi pare che i tempi di approvazione di una richiesta di iscirizione su extremeprogramming-it@yahoogroups.com siano estremamente lenti...
Dobbiamo essere più AGILI se vogliamo coinvolgere le persone :)

Mimmo
beh, magari faccio un copia / incolla mentre attendete l'approvazione

P
Interessantissimo Panel... forse il migliore della giornata.
Complimenti agli speakers e a Marco per l'organizzazione.
Nel thread dedicato a Agile: B-Plan. Cosa fare se la strada è ostruita Cristiano ha scritto:

[...] La discussione del panel di apertura, che ha portato alla conclusione implicita che "agile" e "dogmatico" stiano dalla stessa parte del segnale stradale [...]

e questo mi preoccupa molto! Davvero questa e' la conclusione implicita che e' stata percepita? Spero proprio di no perche' uno dei miei obiettivi occulti nell'organizzare il panel era proprio far emergere che spesso i metodi agili appaiono dogmatici non perche' lo siano ma perche' alcune persone urlano piu' forte di altre e sono, loro, dogmatiche.

Cosa ne pensate?
A me è piaciuta una cosa che ha detto Simone durante il "Piano B": "Non chiedermi in quale pratica ho avuto problemi, ma in quale non ne ho avuto!", perchè ogni singola pratica è difficile da applicare.

Altrettanto interessante l'analisi di Paolo, sul collega con cui fare pairing non portava quasi più vantaggi. Mettersi continuamente nella posizione di "osservatore" di ciò che si sta facendo, ed analizzare criticamente se certe attività stanno assolvendo al loro compito, fare continuamente tuning del processo credo che sia la cosa più pragmatica da fare. Altrimenti stiamo ancora una volta "assumendo" cose, credendo a cose scritte da qualche parte e così via.

Da me non funziona? Proviamo!
Il libro dice che funziona? Proviamo!
Chiamato in causa rispondo. Hai ragione da vendere: i metodi agili appaiono dogmatici non perche' lo siano (e qui concordo al 100%) ma (e qui volevo arrivare) perchè le persone si fissano sui "riti" delle metodologie (stand-up meeting davanti al totem-lavagna, uso dei post-it come turibolo e incenso, token-idoli che conferiscono poteri speciali, invocazioni dei padri-santi-fondatori come a chiederne la grazia, esibizione di libri sacri, ecc.) rendendole quindi qualcosa che si avvicina a una ritualità religiosa (da cui dogmatica), invece di capire le ragioni e le motivazioni. Sono importanti gli obiettivi che stanno alla base di quelle azioni, non le azioni di per sè. Questo è il rischio di fraintendimento che vedo in chi si approccia alle metodologie agili, e che per fortuna vedo del tutto assente in chi le metodologie le "pratica" da molto tempo. Quindi probabilmente è solo una questione di "maturità" e di esperienza. Ma ciò nonostante, credo andrebbero messi in guardia i "neofiti" (quale io sono, fra l'altro) da questi pericoli di "eresia". E con questo chiudo il parallelo...
Sono pienamente d'accordo sia con Marco che con Cristiano.
Anche io ho avuto l'impressione che molti applicassero le pratiche agili quasi come riti, ignorando il perché ed il quando queste funzionino.
Credo e spero che questo sia dovuto all'inesperienza.
Tuttavia un'altra cosa che ho notato, non solo nel panel, è una sorta di sfiducia nell'agile, nel senso che molte delle persone che hanno creduto nelle promesse dell'agile sono poi rimaste deluse.
Deluse perché hanno applicato alla lettera le pratiche ma, non avendo ancora la "maturità" necessaria, non sono riuscite a sfruttarle al meglio.
Ciao, a proposito di Agile e Pragmatic, vorrei favorire una riflessione su un punto. Dobbiamo solo chiederci se queste due parole siano sinonimi o contrari, o dobbiamo anche chiederci se le persone coinvolte in questo "gioco" siano agili o pragmatiche o addirittura dogmatiche? Penso che siano le persone prima di tutto a trasformare buone idee e buoni strumenti in un progetto di successo.
La mia sensazione durante alcuni interventi è stata che il "fattore umano" non si tenesse molto in considerazione. A tal proposito le stesse pratices non sono esaustive sulle interazioni tra le persone tanto quanto lo siano su altri aspetti. L'indicazione è auto-organizzarsi, ma il rischio di non mettere le persone nella migliore condizione possibile è molto alto. Affidarsi ai "dogmi" ci consente di espiare i nostri peccati e guadagnare un posto al sole, ma non ci assicura di stabilire un rapport proficuo con coloro che ci siedono accanto.
Credo che una parte importante del lavoro da svolgere sia sulle persone e con le persone: favorire il rapport, il cambiamento culturale, l'atteggiamento verso il cambiamento, la molteplicità dei punti di osservazione. L'obiettivo è far si che una persona dogmatica cominci a prendere in considerazione di diventare una persona agile.
Non esistono ricette che vadano bene sempre, ma credo che il primo passo sia non dimenticarsi degli ingredienti.

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